Vi è mai successo che qualcosa vi colpisse, in qualche modo, aprendo una breccia, più o meno grande, nel vostro modo di vedere le cose? Vi è mai capitato di apprendere qualcosa e conseguentemente spostarvi in uno stato tipo "wow, questo cambia le cose... Non ho ancora bene inquadrato come, ma cambiano."
Ecco, mi trovo esattamente in questo stato. La differenza l'ha fatta un articolo di Wired che ho letto qualche giorno (o settimana) fa: parlava del mercato delle droghe fatto su internet.
Quell'articolo (che non ho proprio voglia di cercare e linkarvi, c'è google :P) mostrava come l'uso di TOR e di BitCoin avesse permesso di creare un vero e proprio mercato online delle droghe. La cosa strabiliante è che la sicurezza fornita da questi mezzi permetta scambio, senza possibilità di essere rintracciati. Altra cosa che mi ha sorpreso è che la merce arriva a casa con la posta. Sostanzialmente queste sono le cose che ho trovato interessanti.
Benché io sia abbastanza interessato alle droghe dal punto di vista scientifico/biologico (come funzionano? Che effetti hanno? Su cosa agiscono? et cetera) e decisamente non interessato alle droghe dal punto di vista salutistico (per la maggiore fanno male, e non ho certo fretta di accorciare la mia permanenza in questo mondo), rimango piuttosto affascinato dal punto di vista sociologico (che ruolo hanno? Come si muove la gente e il mercato della droga?).
Ora vengo al punto: come tutti sanno, la circolazione delle droghe è una cosa a cui la maggioranza dei governi fa una certa opposizione (almeno a parole). Non so quale sia il motivo di fondo per farlo, ma non è questo il punto (nè il momento in cui discuterne).
La cosa che trovo sensazionale è che si sia arrivati al punto in cui la tecnologia permetta, piuttosto liberamente, di ottenere una (discutibile) libertà che precedentemente veniva negata tramite l'autorità di controllo. Prima dovevi andare per strada e cercare un pusher (o avevi quello di fiducia, immagino, come il macellaio o il panettiere). Adesso invece non serve incontrare nessuno, fai qualche click, mandi qualche soldo virtuale (ma comunque di valore) e ti arriva la roba a casa senza troppi disturbi (da quello che sembra).
Non so che effetto fa a voi questa cosa. A me lascia sconcertato. Il mercato della droga è sempre stato sostanzialmente grosso e voluminoso in termini di denaro trasferito. Per questo motivo, è sempre stato qualcosa di altamente pericoloso e difficilmente arrestabile. Come tale, è sempre stato in grado di cercare vie, sempre migliori, per superare "l'ostacolo legge" e le moralità discutibili che però regnano le nazioni.
A me sembra di capire che questo mercatino del drogato sia ormai una realtà relativamente consolidata: se wired ne ha parlato, vuol dire che non è una cosa propriamente piccola e invisibile. E se se ne può parlare senza problemi, vuol dire che le tecnologie di base sono sufficientemente solide per garantire l'anonimato con una certa sicurezza per commercianti e acquirenti.
Da questo spunto mi saltano fuori migliaia di domande imbarazzanti:
siamo arrivati al punto in cui la tecnologia può garantirci la sicurezza di avere delle libertà fondamentali, come quella di parola e di comunicazione (o di scambio, in questo caso)? Oppure è solo una impressione e la tecnologia non può permetterci queste cose?
Purtroppo il diritto alla vita (e avrei molto da discutere su questo) non ce lo garantisce ancora, ma per altre cose minori - ma comunque importanti - ormai è palese. Non solo questo episodio è spunto per questi pensieri... Anche altre iniziative, come #opencamera su twitter, in cui i parlamentari usano questi sistemi di comunicazione di massa, iperaccessibili e iperinterattivi (completamente diversi dalle classiche realtà televisiva ed editoriale), comunicano liberamente quello che succede alla gente interessata. E poi le rivolte in nord Africa e medio oriente: esse sono state permesse anche grazie alla circolazione libera di informazioni, permessa esclusivamente grazie alla tecnologia, sempre più veloce, focalizzata, sicura e soprattutto diffusa.
Le domande successive piovono: che ruolo hanno i governi in tutto questo? Possono esistere ancora entità di controllo e legislazione, in questo ambiente? E se sì, come? Che senso hanno?
A me sembra che la natura di tutte queste cose (governi, potere, civiltà, libertà e diritti) debba essere ripensata molto profondamente. Ho paura che non facendolo, ci si sposti sempre più verso una pessima situazione in cui non vi è un passaggio di testimone tra il vecchio e il nuovo, ma si vada invece in una situazione in cui il vecchio cercherà di proteggere se stesso (fallendo inevitabilmente) e il nuovo si troverà a strappare brutalmente dalle sue mani il controllo delle cose. Questo chiaramente non sarà vantaggioso per entrambe le parti.
Non voglio alzare troppi quesiti (che dovrei spiegare e insomma poi diventa un post kilometrico), ma uno in particolare lo trovo interessante...
Se è vero che bisogna ripensare al potere e al controllo (e dunque, alle libertà), è inevitabile pensare a ciò che è attualmente sinonimo di potere: il denaro. Assieme a tutte queste piccole rivoluzioni sociali e tecnologiche, il denaro è stato centro, qui e là, di timidi tentativi di cambiamento. Si pensi ad esempio al social lending - in cui si cerca di escludere la banca dal meccanismo di prestito - o, ancora prima, dai meccanismi di commercio elettronico che ci hanno portato nel mondo di oggi.
Ora, l'ultima rivoluzione, su cui ero piuttosto dubbioso, ma che invece - con mia gioia - sembra funzionare piuttosto bene, è BitCoin.
È chiaro che per togliere definitivamente il potere ai governi e ai "forti" in generale (banche, assicurazioni, compagnie di trading, etc), bisogna liberare anche la moneta. È possibile che BitCoin sia la casellina mancante in questo enorme puzzle? E se non è sufficiente BitCoin, cosa manca dal punto di vista economico per garantire libertà alle persone? Cosa, dal punto di vista economico, manca "ai molti" per fare effettivamente la differenza e "scalzare i pochi (ma forti)"?
Sebbene mi piacca pormi domande di questo tipo, non è realmente mio interesse cercare una risposta e altre cose (che mi procurano maggiore felicità) occupano la maggioranza del mio tempo :D Quindi mi accontenterò, come al solito, di vedere se a distanza di anni le cose andranno come pensavo. Chissà se sono l'unico fesso che pensa a queste cose, o se c'è altra gente (molta? poca?) che si sta accorgendo di queste cose. Mi divertirebbe leggere qualche opinione in proposito.
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