03 June 2009

Il significato delle cose

Questo e' il genere di pensiero che andrebbe su evolutamente, perche' e' una cosa semi-filosofica-razional-politica-spocchiocreativa. Insomma sto per raccontarvi perche' io faccio bene e gli altri fanno male... Ma e' davvero cosi'?

Io sono davvero molto politicizzato, come molti sanno, ma non do troppo peso alla politica nella vita quotidiana. Mi spiego: sono politicizzato nella misura in cui associo la politica a moltissime cose, ma non le do troppo peso nel senso che, benche' faccia inevitabilmente queste associazioni, non e' necessario che esse condizionino le mie scelte.

Per cominciare: cos'e' la politica? Io amo darle un significato ampio, non quello schifoso che da normalmente la gente a questa parola. Uno pensa alla politica come il governo, gli intrighi, il lusso, la casta. No. Per me una politica e' una scelta su come fare qualcosa senza sapere con certezza gli esiti della scelta o dell'applicazione delle alternative.

Come dire: io faccio questo perche' penso che sia bene. Tu fai quello perche' pensi la stessa cosa, ma nessuno dei due e' certo di avere ragione.
In questo senso, la politica e' si governo, ma in un senso molto piu' ampio. E' il senso della scelta, piu' che del governo. E' il senso del modo di essere.

E' per questo che a volte mi stupisco quando qualcuno mi dice: "sono di destra" o "sono di sinistra". Perche' magari conosco questa persona e scopro come vive, poi mi dice la sua parte politica e io mi dico: "maccome, non c'entrano nulla l'una con l'altra".

Difatti, e su questo sono convintissimo di avere assolutamente ragione, ritengo che quando la politica e la personalita' di una persona non coincidono secondo le mie regole e' per 2 o 3 motivi:
  1. Semplice scelta conflittuale. E.g. "io amo condividere con gli altri, ma sono convinto che per la globalita' di una nazione sia necessaria concorrenza. Quindi sono capitalista e non comunista". Pura scelta, magari anche accorta. Niente da dire.
  2. Esperienze molto influenti: E.g. "un rumeno mi ha rubato in casa, quindi non li voglio in Italia e voto Lega". Purtroppo e' indice che spesso manca obbiettivita' nella persona. Si tende a dare un peso spropositato ad un singolo evento rispetto agli altri.
  3. Semplice ignoranza. E.g. "I comunisti sono il male. Non so perche', ma sicuramente io non lo sono". Purtroppo scopro che questa e' l'opzione piu' comune. Le classiche chiacchere da bar producono questo genere di cose.
Ecco perche' io do molto peso alla discussione politica. Se uscite con me e volete tenermi allegro e vivace, parlatemi di politica. Con cervello ovviamente, non da dibattito da TV. Fosse per me, a tavola la sera si dovrebbe accendere la tv e commentare assieme il TG. O, ancora meglio, discutere di sana pianta delle notizie di politica interna del giorno.
Primo perche' ci si tiene aggiornati, secondo perche' si sentono opinioni e si allargano i propri orizzonti, terzo perche' ci si abitua a tenere alto il target culturale e si sviluppa cosi' una personalita' complessa e ben fondata su dei principi (accento sulla seconda i).

Essere politici non vuol dire per forza seguire le tematiche o essere aggiornati con le notizie del giorno. Essere politici vuol dire tenere presente la strada che s'e' scelta in societa'.
E' per questo che l'opinione politica di una persona mi condiziona molto nel capire come questa persona ragiona, o qual'e' il suo retaggio culturale, o le condizioni in cui vive o le peculiarita' del suo carattere.

Ad esempio, le persone facilmente influenzabili tendono a cambiare fazione politica in base a chi frequentano. Questo perche' si fanno trascinare su percorsi di vita molto diversi tra loro da chi ha opinioni piu' forti e fondate. Infatti spesso capita che queste persone non abbiano le idee chiare e che vivano molto "sul sentito dire". Questo implica spesso anche una scarsa cultura ed eventualmente una moralita' flessibile (molto o poco dipende da svariate condizioni).

Oppure, le persone ignoranti (lo dico senza malizia, visto che io mi metto nella categoria) tendono a cambiare opinione in base a notizie apparentemente sconvolgenti. Io, essendo ignorante come un caprone, sono in grado di smantellare totalmente il mio giudizio verso un politico se vengo a conoscenza di fatti che reputo gravi. Voi direte: e' normale. E invece no. Molte persone (troppe) si aggrappano all'ideale e alle scappatoie, cosi' da non dover cambiare. Per qualcuno, il cambiamento e' una cosa traumatica.

Prendete tutte le persone che, ad esempio, si ostinano a dire che Berlusconi e' una vittima.
No, non sto facendo l'ennesima critica a Berlusconi :) Pero' e' evidente che ci sia qualcosa che non va. Ho conosciuto persone che mi han detto in faccia queste esatte parole: "I processi di Berlusconi sono tutte falsita'". Non e' pura ignoranza... Non e' possibile che nessuno abbia mai visto Berlusconi in un'aula del tribunale o che non abbia mai sentito la critica alle sue leggi Ad-personam. Queste persone sono evidentemente assuefatte da una idea. Tanto da affogare nell'ipocrisia le idee che essi stessi professano.

C'e' qualcuno che a Berlusconi darebbe il Nobel per la pace. Com'e' possibile? E' un evidente contraddizione in termini. Berlusconi non ha oggettivamente i requisiti per essere candidato, ostinarsi a non vederli e' come pugnalarsi da soli. Ma c'e' qualcuno che lo fa.

Per non parlare di chi invece abbonda in altri campi. Ad esempio, non e' raro vedere gente "di sinistra" che identifica la sinistra come liberta', non violenza e parita' ai massimi livelli.
Essere comunisti non vuol dire poter fare tutto. Quello e' il PDL. Esistono regole nella societa' comunista ed e' fondamentale che esse vengano rispettate.

Altro esempio: in alcuni casi e' immediato capire se una persona e' di scarsi valori. Volete un esempio? I neo-fascisti. Non sto dicendo che sono tutti di scarsi valori, ma molti di loro lo sono decisamente. Tanto per fare qualche esempio: ho conosciuto sedicenti fascisti che non ritenevano necessario l'uso della guerra e della violenza. Forse essi non sanno che il fascismo e' un movimento fondato sulla violenza. Conosco "fascisti" che non si sono mai preoccupati di criticare la mia posizione di sinistra (faccio notare che il fascismo e' un movimento "violentemente anti-comunista").

E cosa dire di tutta quella gente che apprezza la dittatura come concetto di governo? La reputo gente superficiale. Nessuno di loro si e' mai posto di essere "dall'altra parte". Nessuno di loro si e' mai posto il problema di una dittatura che non fosse a loro favorevoli. Se domani in italia si costituisse una dittatura socialista e i fascisti venissero fucilati, pensate che ne sarebbero contenti? Niente affatto. Forse superficialita', forse stupidita'. Sicuramente la dice lunga sulle persone.

Capite ora? La politica ha un significato fondamentale nell'esistenza delle persone. Non e' un fatto irrilevante. E' per questo che e' fondamentale schierarsi. Non importa dove, non importa chi c'e' in quella fazione politica. Ad esempio: se scoprite di essere democratici, sarebbe assurdo dire "io non sono comunista perche' Veltroni non mi piace". Non puoi decidere cosa sei te in base al condizionamento degli altri. Tu sei democratico, punto. Anche se poi voti i Radicali.

Ognuno deve scegliere la sua via e capire che altre strade puntano nella stessa direzione o in direzioni opposte. Essere politici vuol dire dare un'indirizzo alla propria esistenza. Significa capire cosa sei qui a fare. Vuol dire esplicitare agli altri le proprie ragioni e il proprio credo sociale.

Essere politici vuol dire essere consci, vuol dire saper condividere e saper discutere. Politica vuol dire "governare nonostante le diversita' altrui".

La politica dei giorni nostri e' completamente diversa. Siamo arrivati al culto della politica e delle persone, ma nel senso sbagliato.

Non voglio dilungarmi su chi stia spingendo per la superficialita' e per l'ignoranza politica... Tanto sapete dove voglio andare a parare.

Spero solo che questo post spinga le persone a ragionare in un modo diverso. Innanzi tutto a decidere su quale via vale davvero la pena di andare (indipendentemente dai politici nazionali che vi faranno compagnia)... E inoltre per valutare meglio gli altri, dando significati ad una persona presa come entita' intera, e non come un agglomerato di piccoli compartimenti stagni.

Stay --sync

P.S. Aggiungo ora dopo aver riletto, un fatto importante: schierarsi vuol dire perseguire dei valori, un modello, a prescindere da tutto. Vuol dire porsi un obbiettivo e cercare di inseguirlo. Se si prende a modello l'onesta', non bisogna essere incoerenti e bisogna seguirlo in tutto e per tutto. A costo di far cadere tutti i miti che si hanno.

2 commenti:

  1. A costo di scadere nel banale, per prima cosa dico "Bel post!"

    Casa mia è uno di quei posti dove si guarda il TG a cena (per me, è l'unico appuntamento con un telegiornale della giornata) e lo si commenta. Di solito, alla notizia dell'ennesima boutade di berlusconi, mia mamma fa la teatrale ("Ma hai visto cos'ha fatto?"), mio padre fa battute sarcastiche e io penso a come togliere di mezzo il pericolo dalla faccia della terra. Spesso salta fuori anche la critica sulla sinistra italiana, che generalmente fa poco.

    Per me "politica", oltre a quello che hai detto tu, è anche avere una visione ampia: fare qualcosa (il bene, il male, il cambiamento) per la molteplicità, per i più, anche quelli che non sono dalla tua parte. Ecco perchè la politica fallisce in Italia.

    Altra opinione: anche la democrazia fallisce, non solo in Italia (direi soprattutto) ma ovunque! Con ciò non sto dicendo che sono tra quelli che vorrebbero la dittatura ;) piuttosto due alternative sarebbero preferibili:
    1) Democrazia informata, dove il diritto/dovere al voto sia non innato ma acquisito tramite corsi specializzati accessibili solo ai più intelligenti;
    2) oligarchia a mo' di antica Grecia!

    Ovviamente lascio immaginare quanto questi modi siano fattibili nel nostro Paese... soprattutto il primo dove la demenza fa da padrone...
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  2. Ehehe grazie innanzi tutto :)

    Bhe, sulla forma di governo che reputo migliore, parlando utopicamente, per me dovrebbe essere anarchia... Che in effetti e' "mancanza di governo", ma e' un governo a tutti gli effetti :D

    Fosse per me, smantellerei gli stati e lascerei andare le comunita' che sono gia' formate (citta'?).

    Torniamo alla realta'.

    Mah, io il fallimento della democrazia non lo vedo mica! :D Non sei il primo a cui lo sento dire, ma secondo me e' un meccanismo che funziona...

    Il problema e' che la qualita' della democrazia va a pari passo con la cultura del popolo. Questo e' ovvio, perche' nella democrazia il potere E' del popolo. Quindi il fallimento della democrazia implica il fallimento dell'uomo nella sua forma piu' "evoluta": cioe' quella di essere pensante e autocontrollato.

    L'oligarchia non risolverebbe il problema: una casta di persone colte che governa, non necessariamente spingerebbe il sistema verso il miglioramento e la cultura. Anzi, mi pare che la storia dimostri che non e' un modello proprio valido.

    La democrazia informata... No, perche' toglie una liberta'. Innanzi tutto c'e' discriminazione: perche' solo i piu' intelligenti? Uno stupido non ha diritto a manifestare le sue idee? Certo che ce l'ha.

    E poi, questo imporrebbe agli uomini di perseguire una certa via (cosa insegnano i corsi?) perche' la cultura non verrebbe "dal basso", ma verrebbe imposta.

    Invece penso solo che la prima regola di una democrazia sia: tieni alto il livello dell'istruzione, prima di TUTTO. Il resto verra' da se.

    ... Istruzione come quarto potere di uno stato? :) Non e' una cattiva idea.
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