02 June 2008

Eredita'.

Iniziamo con le note di servizio: buon 2 giugno.

Per gli N preoccupati dalle recenti ba-ba-bastonate
... Si ecco, mi son ripreso. Non voglio entrare nei dettagli, sappiate che la bella serata mi ha tirato su il morale.
Poi in realta' ho avuto diciamo una... Uhm, "ufficiosa" smentita, quindi il problema non si pone.

Per chi non sa i dettagli (e anche per chi li sa), mettiamola come: ho solo male interpretato i fatti... Questo non toglie che siano avvenuti e non toglie che comunque, per lo piu', mi son calmato per non inciampare in un classico errore.

Ho vinto a minigolf, ma sappiate che il gioco professionistico e' davvero una mazzata. In confronto, questo gioco di parole era acqua distillata. Insomma ho fatto pena, quindi non me ne vanto :D

Ora, veniamo al titolo del post... Eredita'.
Per eredita' si intende qualcosa che si eredita da qualcuno e detto informalmente vuol dire assumere qualcosa da qualcuno che, nell'ambito della propria vita, decidesse e/o fosse obbligato a non usufruirne ulteriormente.

Sta sera, alle 2 e mezza (il che dice tutto), io e l'amico tony ci siam messi a fare un discorso molto profondo, al termine del quale lui mi ha pregato di scrivere i miei pensieri perche' li trovava utili o importanti. Quindi riporto.

Faccio notare che sono le 3:21 (fantastico orario :) in questo istante, ho bevuto un po' e sono abbastanza stanco. Capitemi, qualsiasi cosa dica o faccia: capitemi :D Domani mattina me ne pentiro'.

Il discorso profondo e' iniziato dal... Cito (circa), che faccio prima:
T: "Ale, dopo questa sera ho capito che insomma a te piace parlare"
A: "Anto cazzo, mi conosci da 15 anni, lo sai che ci campo di certe cose... Io parlo e ascolto tanto. Quando gli altri parlano, se sei capace di ascoltare, tu vivi un pezzo della loro vita"
T: "Anche io ascolto, anche se a volte, non so, i miei mi dicono di fare una cosa, io voglio farla in un altro modo, alla fine non do retta a loro, perche' ho voglia di farle a modo mio".

Da questo, insomma. Dal fatto che si ascolta e si parla (quanto?) con gente, genitori e amici. Del fatto che ci sono esperienze nella vita di una persona, di tutte le persone, e che e' un bene prezioso.

A: "Anto, se tuo padre vivesse delle esperienze, tu vorresti ripeterle?"
T: "No"
A: "E se tu ne vivessi, vorresti che i tuoi figli le ripetessero?"
T: "No"

Questo e' il fatto.

Noi siamo tante piccole vite, l'insieme di esse e' la nostra storia. Tante piccole vite, tante piccole esperienze in sequenza, formano una storia complessa ed intricata.

Il fattaccio e' che non dobbiamo ripetere le stesse cose: se una persona nasce, cresce, fa esperienze, ha un figlio e muore, e il figlio dovesse ripercorrere la stessa vita... Non avremmo 2 vite. Ne avremmo una.

Allora, dove stanno le due vite? Nell'arricchirsi, ascoltando.

La nostra eredita' e' la storia, e' il verbo. Una persona ti racconta la sua vita e non ci metti "una vita" a saperla. Certo, magari non la sai tutta, ma sai le parti importanti, quelle per cui vale la pena di aver vissuto, quelle che danno una svolta all'esperienza e alla crescita di una persona.

Se ti racconto la mia vita, io non ho piu' vissuto per me: ho vissuto per noi. La mia vita, che da sola non ha senso, ora un senso lo assume. E' il senso della continuita', siamo fuori dalla vita in se'. Siamo al livello di "vita globale", di comunita', di riproduzione e perpetuazione della specie.

La parte che il mio amico Antonio ha particolarmente apprezzato, e' quella che segue. Forse perche' e' molto chiara; forse perche', per la sua storia personale, e' esattamente il quadro di come lui vede la sua vita.

Una persona vive con genitori e - si spera - amici. I genitori, normalmente, sono persone molto piu' grandi di te. Parliamo di 25/30 anni, a volte anche 40. Gli amici invece sono coetanei, spesso.

Un genitore cerchera' sempre di dare consigli ai figli, con la visione del "io ci sono gia' passato e so quel che dico". Gli amici invece, danno consigli con la visione "abbiamo davanti N strade, scegliamo quella che sembra migliore".

Ascoltare i genitori pero' non e' per forza la cosa giusta :) Se cresci ad immagine e somiglianza di chi ti educa, non solo non avrai una tua personalita', ma inciamperai inutilmente negli stessi suoi errori.
Detto questo, e' evidente che e' necessario saper bilanciare questi fattori.

L'unica cosa fissa e certa e' questa: chi crepa lascia in eredita' solo le sue parole.

Meglio ascoltarle, anche se a volte vorresti fare di testa tua.

Stay --sync

PS: Era un post iniziato alle 3, e' finito 1 ora dopo. Motivo? DOTA -wtf :D

3 commenti:

  1. Cito:
    "Ascoltare i genitori pero' non e' per forza la cosa giusta :) Se cresci ad immagine e somiglianza di chi ti educa, non solo non avrai una tua personalita', ma inciamperai inutilmente negli stessi suoi errori."
    Forse e forse no.

    Spesso il frutto non cade lontano dall'albero e gli errori commessi sono gli stessi, cambia solo il risultato di come sono vissuti e interpretati.
    Certi sarebbe meglio evitarli e anche questo può essere fonte di arricchimento anche se non ce ne accorgiamo.

    Forse i genitori nella parola "educazione" ne scambiano il senso con l'esigenza di proteggere.
    Educazione per me è insegnamento dei valori, es. "Segui la strada che ritieni più giusta e non quella più facile" e non "Non percorrere quella strada assolutamente!".

    Chiudo citando un detto che mi piace moltissimo:
    A 5 anni: Mio padre è DIO
    A 10 anni: Mio padre è bravo, ma non capisce tutto
    A 15 anni: Mio padre non capisce nulla
    A 20 anni: Forse mio padre capisce qualcosa
    A 25 anni: Mio padre capisce un sacco di cose
    A 30 anni: Aaaahhh se avessi dato ascolto a mio padre.
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  2. Vero: forse si, forse no.

    Anche io credo in certi valori e ritengo che vivere in simbiosi o nell'ombra di qualcuno o vivere senza ascoltare, a prescindere, non porti benefici.

    E poi e' normale che i figli crescano in qualche modo simili ai genitori (mi stupirei del contrario, anche se capita), per natura le cose vanno cosi'.

    Poi oh, nessuna vita e' "sbagliata" e nessuna e' "giusta" :)

    Bellissimo quel detto!
    Grazie, ciauz!
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  3. sob, ho scritto da cani:

    "a prescindere" e' da leggere legato a "non ascoltare":

    "non ascoltare a prescindere"
    e non
    "a prescindere non porta benefici"

    Vabe' :D
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