14 May 2008

Autistici/Inventati e la privacy

Era tanto tempo che non giravo su autistici.org. O meglio, diciamo che non l'ho mai girato tanto.
E' un sito sicuramente interessante, ma non so per quale ragione non ci ho mai dedicato molto tempo. Magari, anzi sicuramente, faccio male. Se potete fatelo.

Ora, passando da repubblica.it, ci son ricapitato sopra. Come prima cosa, leggo il manifesto. Il manifesto e' una delle cose che amo di piu' delle associazioni o dei gruppi o delle persone in generale. Io non ne ho uno perche'... Bhe, mi reputo molto complesso e non manifestabile, ma credo che sia comunque un ottimo punto di partenza.

Comunque, il loro manifesto e' anche comprensibile da un certo punto di vista, che per carita' vedo e capisco. Non lo nego e non mi oppongo, anzi mi sta bene che ci sia.

Ma, nelle primissime righe, arriccio il naso:

Chi siamo e cosa vogliamo
socializzare saperi,
senza fondare poteri

Per iniziare, vogliamo tutto.

Il nostro obiettivo è liberare degli spazi sulla rete, dove discutere e lavorare su due piani: da un lato, il diritto/bisogno alla libera comunicazione, alla privacy, all'anonimato e all'accesso alle risorse telematiche, dall'altro i progetti legati alla realtà sociale.


Maccome! Senza fondare poteri, e difendono la privacy? La privacy non e' un diritto, e' un privilegio! E' un potere :)
E' il potere di nascondere qualcosa a qualcuno, il potere di sapere piu' degli altri. Senza dubbio, in questo mondo la privacy fa comodo... Ma riflettiamoci bene: privacy vuol dire "privatezza", da "privato, nascosto". Vuol dire che e' qualcosa in cui nessuno oltre una o piu' persone possono ficcare il naso. Sia questo giusto o sbagliato, e' il significato di privacy.

Tutto questo e' definitivamente un potere: sapere qualcosa che gli altri non sanno e' il primo metodo per trarre vantaggio da una situazione che non ammette sbilanciamenti.
Gli scacchi sono un gioco di bravura: il piu' bravo vince, perche' entrambi i giocatori hanno davanti la scacchiera, vince chi sa pensare meglio, piu' in fretta, chi si sa adeguare, chi sa vedere meglio e piu' in la nel tempo, valutare le potenzialita' etc.
Chi perde, avra' modo di riflettere, capire, farsi aiutare, migliorare, solo perche' - sapendo le cose esattamente come l'avversario - potra' trarre conclusioni dagli eventi (e sono solo gli eventi che contano, in questo sitema) che l'hanno portato alla sconfitta, cioe' all'avere torto o al non essere in grado.

Come fai a pensare meglio se ti mancano dei dati? Come valuti potenzialita' di qualcosa che conosci poco?

Sapere qualcosa che gli altri non sanno, ti avvantaggia. E' come fare una discussione tra 2 persone che vogliono avere ragione: se una delle due conosce gia' tutta o parte la tesi dell'altro, sapra' bene come smontarla.

La privacy e' il mezzo principale con cui si nascondono cose. Se lo stipendio di tutti (per rifarmi a dati recenti) venisse diffuso largamente su internet, tutti avremmo sotto gli occhi la verita', la realta'. Non puoi guadagnare 800 euro al mese e avere il cayenne. C'e' qualcosa che non va!

Eventualmente si prenderanno provvedimenti, ma sta di fatto che non si puo' dare a qualcuno il potere di tenere nascoste le cose. Il potere di farlo, puo' essere usato per svantaggiare gli altri o trarne beneficio illecitamente.

Allora, visto che io sono uno di quelli che ama coerenza (se riesco a trovare un principio che sia coerente con tutte le mie idee, meglio, lo adotto o cambio le mie idee), che ama liberta', pari diritti ed opportunita', io credo che la privacy sia fondamentalmente sbagliata: alimenta il dubbio, alimenta le frodi, alimenta comportamenti sociali che portano le persone a separarsi e non a condividere e cooperare.

Trovo che quelle poche righe di autistici.org siano contradditorie.

Come la penso? E' facile: nel mio mondo ideale, le onde sonore non si fermano prima di entrare nelle orecchie delle persone. Le persone non si appartano per confabulare, ma parlano con tutti di tutto, anche se sono cose scomode. Non c'e' bisogno di sapere piu' degli altri: se tutti sappiamo uguali, non solo potremmo sfruttare meglio queste conoscenze, ma si fara' piu' difficolta' a poter sfruttare le differenze (che ovviamente ci sono, tra le persone) per trarne beneficio personale a scapito del gruppo (tipo il non dichiarare i redditi giusti).

E onestamente, qualsiasi mezzo che possa aiutare a sbilanciare l'equilibrio dell'uguaglianza, a me non piace e lo considero "potere".

Poi, dire che e' giusto o sbagliato, non spetta a me... E' un fatto di gusti, visto che questa e' la terra e non il mio mondo ideale.

Mi piacerebbe davvero tanto sentire qualcuno di autistici (che sono famosi per essere ragazzi molto svegli) e sentire se c'e' qualche sfumatura che non ho colto o che non capisco.

... Anche se credo che sia un ottimo punto di partenza :) Meglio liberare le cose pian piano, che partire dal "tutto e subito".

Stay --sync

11 commenti:

noialtridei said...

Bé, con l'aiuto dei calcolatori si potrebbe sviluppare una privacy invisibile alle persone, in cui il computer stesso elabori i dati che non devono trasparire... Ma sto parlando di un mondo utopistico popolato da gente buona. Ups. :D

AkiRoss' said...

Ma in un mondo di gente buona non c'e' bisogno della privacy, no? :)

Aj86 said...

Ma se autistici.org dovesse pubblicare dei dati che tu non vorresti diffondere, non sarebbe comunque una forma di potere?

Ok, potresti dire che non hai nulla da nascondere, e che se tutti fossero onesti la penserebbero come te, ma in questo ci sono 2 problemi (almeno).

Il primo e' che sappiamo entrambi che se tutti fossero onesti saremmo tra le nuvole tra san Pietro, Bonolis e Laurentis a sorseggiare caffe'.

Il secondo e' che se ad esempio fosse resa pubblica la tua religione, le tue preferenze sessuali, il tuo pensiero politico, il tuo sesso o la tua razza potresti diventare vittima di discriminazioni. Se poi li vuoi gridare al mondo e' una tua liberta'...

Personalmente ritengo che sia un mio diritto decidere a chi dire cosa e a chi no.

In ogni caso mi pare che le dichiarazioni dei redditi siano gia' pubbliche, e a quel che so basta fare domanda al comune di residenza per ottenerle.

Mi scuso per il commento un po' lungo, ma giuro che l'ho gia ridotto molto :D

AkiRoss' said...

nono, ottimo commenti! Anzi scrivi pure la versione lunga :) E' un bel punto di vista.

Hai ragione, pubblicare dati che non voglio diffondere e' una forma di potere e senza la privacy non avremmo un modo legale per tutelarci da cio' (i.e. se li pubblichi senza il mio permesso ti denuncio e vengo risarcito).

Pero', sappiamo bene che la vera sicurezza sta nell'impedire il piu' possibili i danni anche se le nostre protezioni cadessero. Mi spiego:
se i miei dati "sensibili" venissero divulgati, il sistema comunque mi tutela: in italia, oggigiorno, non puoi essere discriminato per scelte sessuali, religiose, razziali o di pensiero.

Qui subentra pero' la "legge comune", non la privacy... Ed e' quella che mi tutela, non la privacy (che e' una cosa effimera). Quindi, anche senza privacy, sarei tutelato da questo genere di discriminazione.

L'idea che voglio trasmettere e' questa: se in un dato momento storico la privacy e' fondamentale per la tutela personale, significa che il sistema legislativo o tecnologico non e' in grado di garantirla.

Per similitudine: se la giustizia non fornisce pene adeguate, e' ovvio che la gente vorra' farsi giustizia da se'.

Ma e' un ottimo punto di vista il tuo, spero di avere una risposta, anche lunga :)

AkiRoss' said...

Aehm, lasciamo stare che ho scritto con un itaGliano pessimo il commento precedente :D

Daniel said...

Io penso una cosa!!!

La privacy è importante perchè al giorno d'oggi manca una cosa fondamentale che è la resposabilità!!

I dati dei redditi sono pubblici
lo sono sempre stati e probabilmente sempre lo saranno.

Ed è giusto che sia così!!

Ma se io voglio conoscere quei dati
devo andare in un luogo specifico, devo dare le mie generalità,
devo fornire le motivazioni del perchè mi occorrono tali dati.

Quindi c'è la massima trasparenza
però legata alla responsabilità,
cioè se poi di quei dati io ne faccio azioni illecite sono rintracciabile e punibile a termini di legge.

Il gesto sconsiderato di visco rasenta semplicemente la follia
questo perchè in internet bastano anche 10 minuti per scaricare tutto
e renderlo disponibile sui canali di condivisione.

E una volta dentro i p2p nn esce più niente anzi si diffonde ancora di più.

ma il problema di per se non è questo, cioè se anche uno sa quanto ho di reddito a me non è che interessa.

Io sono uno dei pochi italiani che ancora pagano le tasse quindi nn ho niente da nascondere.
Purtroppo però non è così facile
infatti quei dati nn vengono visti solo da te e o da gente normale
ma da agenzie di marketing dalla criminalità in genere mettendo me e la mia famiglia in pericolo.

Si potrebbe anche dire che visco con il suo gesto sia colpevole di favoreggiamento verso possibili reati commessi da altri.

Perchè cmq è stato lui ha rendere disponibili tali informazioni permettendo ad altri di agire a colpo sicuro.

Quindi secondo me dovrebbe pagare per ciò che ha fatto con una severa sanzione, anche la galera!!

poi va beh questo è un mio libero pensiero e chinque può smentirlo o condividerlo.

AkiRoss' said...

Ok, a parte che abbondi di punti esclamativi!!!!!!11!!1!! :D

Io non parlavo dei redditi in questo post... Era una faccenda diversa e i redditi son stati tirati dentro in modo accidentale.

Comunque, tanto per rimanere sulla mia tesi del commento precedente: i dati erano GIA' pubblici -> non c'e' privacy.
Se qualcuno vuole minacciarti lo poteva fare anche prima, dire che visco ha messo in pericolo blah blah e' una troiata bella e buona.
D'altronde sappiamo bene che la mafia/criminali/sequestratori ha(nno) sempre tacchinato gli imprenditori e le loro famiglie.

Vogliamo citare tutte le rapine e i sequestri in sardegna ai figli dei ricconi? Al sud? Nel bergamasco?

Non saltiamo fuori con queste frasi finte e di convenienza.

Visco ha solo preso un provvedimento che non ha incentivato la criminalita', ANZI l'ha spinta a ridursi perche' mentre prima la gente che evadeva era quasi certa che nessuno andasse a guardare i registri dei comuni, ora sa bene che chiunque puo' farlo.

Chiunque, ora, puo' accorgersi che non puoi dichiarare nulla e avere il mondo.

Stando al mio discorso, questo esempio e' stupendo:

1. La privacy in questo caso e' effimera. Non esiste o e' apparente: i dati erano gia' disponibili per altre vie.
2. La pubblicita' dei dati scoraggia comportamenti disonesti: chiunque, adesso, e' in grado di controllare tutti gli altri. Il fatto e' reciproco: se tutti possono controllare, nessuno potra' abusare di questo potere.
3. Il fatto che si sia spinto per ritirare questi dati da internet, dimostra come troppa gente abbia cose da nascondere per scopi illeciti e di come si abusi della privacy per continuare nell'illegalita'.

Insomma, non ci sono cazzi. La privacy e' la stessa cosa del codice chiuso:
in certe situazioni *puo'* avere vantaggi, ma sappiamo tutti che globalmente fa solo male: scoraggia la concorrenza, l'innovazione, la pulizia, la correttezza.

Ah, nota bene: esistono altri paesi evoluti in cui i dati "personali" (che non sono affatto personali, come gli stipendi) sono pubblici su internet.

Sappiamo tutti pero' che l'italia e' il paese dei furbi, e qualsiasi norma che metta in crisi la nostra furbizia e' malvista.

Aj86 said...

Uff.. qui da scrivere ce n'e' davvero tanto...

Partiamo dalle cose semplici:
Non sono contrario alla pubblicazione dei redditi su internet, anche se mi sarebbe piaciuto che per poterli ottenere ci fosse stata almeno una qualche forma di autenticazione, piu che altro per coerenza per quanto avviene nei comuni...

Penso che non siano informazioni non ottenibili con un po' di osservazione (anzi, con il fenomeno dell'evasione forse la semplice osservazione e' piu efficace). Mi spiego: Se vado in giro su una panda scassata (senza offesa per nessuno ovviamente) e vivo in un monolocale penso di non attirare l'attenzione dei malintenzionati quanto qualcuno che vive in villa e gira su un mercedes...

Il fatto che il Sistema vieti le discriminazioni e' vero, ma impraticabile.
Ovviamente mi sembra giusto che lo Stato vieti tali comportamenti, piu' che altro come "dichiarazione formale" - sarebbe preoccupante il contrario - ma converrai con me sul fatto che e' impossibile impedirli in pratica.

Ad esempio, se io ti dicessi che sono ebreo, senza sapere che tu sei antisemita, nessuno potrebbe impedirti di smettere di parlarmi...

Ovviamente e' un comportamento stupido, come l'esempio d'altronde, ma e' il primo che mi e' venuto in mente.

In ogni caso penso che i concetti di privacy e di liberta' vadano abbastanza di pari passo.
Se la mia liberta' finisce dove inizia quella di qualcun altro, allora sono libero di nascondere informazioni la cui non conoscenza da parte di altri non limiti la liberta' di costoro (cavoli, spero si capisca).

Sono discorsi abbastanza complicati, e non penso si possa generalizzarli a un "la privacy è male" o "la privacy e' bene" (almeno nel mondo reale), anche se in un mondo ideale in cui tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri (non perche' lo dice la legge ma perche tutti ci credono veramente) allora la privacy non avrebbe piu senso di esistere, ma a questo punto non ci sarebbe neanche bisogno di Stato, Polizia, Leggi etc.

Aj86 said...

Ah, dimenticavo...
Personalemente non vedo il software chiuso in generale come un male, anzi secondo me e' una forma di liberta' anche il poter vendere/distribuire software chiuso.

Per quanto riguarda il discorso concorrenza/innovazione forse stai facendo confusione con la questione brevetti, e se e' cosi ti do ragione, ma non penso che se io sviluppo un software chiuso e tu uno aperto la gente scegliera' il mio piuttosto che il tuo (anzi mi sembrerebbe piu logico il contrario).
Se invece intendevi altro me lo sono perso :D

Penso però che il vincolare le persone ad utilizzare software chiuso sia una limitazione alla liberta' e decisamente un male (vedi lobotomizzati da Finestre o Mele)

AkiRoss' said...

Eheh gia', argomento molto lungo e complicato :D

Rispondo con ordine.
Sui redditi... Bhe, io ritengo che neanche al comune bisognerebbe identificarsi. Non vedo un motivo per farlo.
Non li volete su internet? Ok, c'e' il comune, ma non capisco che senso abbia chiedere di identificarsi per vederli, se tanto possono andare tutti.

Nessuno vieta ad un riccone di andare su una panda scassata e vivere in un buco. Tanto se ha milioni di euri in banca, quelli rimangono li :)

Sulle discriminazioni: certo che e' impraticabile. D'altronde la legge funziona cosi': si dettano delle condizioni e delle pene per chi non le rispetta.
Com'e' ovvio, d'altronde, qualcuno va punito solo dopo il fatto. La privacy sarebbe uno dei tanti mezzi per scoraggiare l'avvenimento di certi fatti (e mi sta bene).

Quello che pero' sostengo e' che autistici.org hanno una linea contradditoria: il modo per evitare che la gente faccia discriminazioni (per esempio) e' educare le persone, che si fa mediante conoscenza, condivisione del sapere, apertura verso le culture etc etc.
La privacy, si pone in uno di quei campi "di forza" o "di potere" che io non vedo affatto correlato a questa linea di pensiero. La privacy e' un modo che non porta gli altri ad evitare di sbagliare, ma che li lascia nel loro brodo in attesa di un'altra scusa.
Come dire: se metto un cane da guardia che ti sbrana, ti impedisco di entrare in casa, ma in realta' non sto scoraggiando l'esistenza dei ladri: me ne sto solo proteggendo.

E io dico: che senso ha condividere saperi e culture, disincentivare i poteri, se poi si adotta un comportamento che non va in questa direzione? La privacy non mi pare vada in questa direzione. Anche se poi esiste per motivi pratici (e qui siamo d'accordo).

Anche io penso che privacy e liberta' vadano di pari passo. Purtroppo, pero', non ritengo che la liberta' sia *sempre* una buona cosa.
Ma soprattutto, volevo dire che privacy e potere vanno di pari passo. Anche liberta' e potere vanno di pari passo. Pero' credo da questa equazione si possa escludere la privacy.

Uhm e riguardo al software, prima estremizzavo un po'. Neanche io penso che abbia solo vantaggi.

Pero', visto che siamo tanti e diversi in questo mondo, dividere il potere di controllare le cose tra tutti in modo equo, garantisce che nessuno possa assumere piu' potere degli altri senza nascondere le cose.

Forse sono un po' troppo accademico nel fare questi esempi, ma come ho scritto su, i giochi sono una rappresentazione perfetta di come la vedo.
Se sai la situazione in campo, e tutti sanno esattamente quanto gli altri (scacchi, dama), il migliore vince.
Se invece qualcuno sa/detiene piu' di te (tipo al casino'), solo lui ci guadagna, sul totale.

Infine (yoho! :D), se vogliamo porre le cose in termini di liberta'... Bhe, la liberta' massima e' di avere il modo di tutelare la propria privacy.
Come dire: la cosa migliore e' la liberta' di scelta... D'altronde nessuno ci obbiga a fare le cose di nascosto.

Pero' il fatto che qualcuno possa farlo non mi piace, per la *mia* incolumita'.

E' un mio diritto essere sicuro? Il mio diritto ad avere delle certezze, non finisce quando tu hai diritto a dei segreti?

AkiRoss' said...

**Svantaggi, "non credo abbia solo svantaggi".
Riferito al software chiuso.

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