Qui ci va il 100esimo post.
Vorrei scrivere cose tecniche, stupefacenti idee o conquiste, ma non me la sento.
Mi sento cosi' tanto un turbine di sentimenti ed emozioni, esaltazioni e delusioni, che no... Non riesco a pensare ai computer.
Vorrei dire tante cose... A tante persone, qualcuno(a) in particolare. Ma sono confuso. Stanco.
Non voglio dire cose di cui me ne pentirei, non voglio non dire cose che voglio che si sappiano.
Voglio farmi una doccia.
Questa micro-vacanza a Genova mi e' piaciuta tantissimo.
Non so se ringraziare, salutare, amare o ammutolire. Non so se abbracciare, baciare, spiegare e condividere. Vorrei stare, vorrei urlare, vorrei morire e risorgere.
Vorrei capire, tante cose. Dovrei (?) spiegarvi tante cose, confidare tante cose, liberare tanti segreti e intrigare, stupire, annoiare o far arrabbiare.
Voglio dire che sono felicissimo, che il cielo non mi e' mai sembrato cosi' vicino!!! Ma precipito... giu', giu', giu'... Da solo, lontano da tutti e tutto. Persone cosi' distanti che io vedo dal basso, mentre precipito. Urlo, grido, ma non credo che mi sentano... O forse mi ignorano, semplicemente.
E loro felici, e io felice per loro, ma triste e consapevole di quel che accade.
Forse e' solo un po' di venticello dietro di me, ma io mi sento cadere. E ci provo ad allungare questo braccio, a tendere la mano verso persone (poche, a dire il vero) che stimo, ammiro, rispetto, amo. Pero' la mano non li raggiunge, o forse la presa scivola. Forse sono delle trappole e io mi aggrappo a delle nuvole.
Ho tante cose da dire, da spiegare, da confessare. Ma quanta paura ho di quello che verra' dopo...
E quanto mi detesto, per tutto questo.
Ma tu lo sai bene, che ci provo ad essere felice e solare :) Quindi ci provo davvero, tutto questo e' sotto due metri di carne, rimango solo felice.
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